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Oggi: 16 Ott 2018

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Guanciale
guancialeSi ottiene dalla guancia del maiale rifilata e salata per un periodo di 10-15 gg. poi viene lavato e condito con aglio pepe o peperoncino e altre spezie, stagionato per almeno 30 gg.

Ottimo in cucina per soffritti, ma se tagliato finemente e anche un ottimo affettato da accompagnare con pane caldo.

Tra leggenda e storia

testi e disegni tratti dal pieghevole realizzato dalla scuola media statale "A. Rosmini" di Monte Compatri.

Secondo la leggenda, Glauco, figlio di Minosse, re di Creta, nel 1264 a.C. fondò il sito più antico chiamandolo Labìco. Aveva con sé uomini dagli scudi dipinti, nominati da Virgilio nell'Eneide. Quella piccola città, posta all'icrocio di strade importanti, infastidì Roma, che la distrusse. I superstiti si fusero con i coloni romani che fondarono Labico Quintanenese ai piedi del monte.

disegno_duomoA causa delle invasioni barbariche, nell'Alto Medioevo, i Quintanensi risalirono il colle: qui venne costruito un centro fortificato chiamato Castrum Montis Compatris, dove si succedettero diversi feudatari.

L'abitato si estese sempre di più, la chiese del borgo divenne il Duomo, fu costruito Palazzo Borghese (oggi sede del Comune), fu condotta nel paese l'acqua del Tufello che sgorgava dalla Fontana Vecchia (dove ora si trova il Monumento ai Caduti).

La Chiesa di San Silvestro fu ceduta ai Carmelitani che ne fecero un eremo e costruirono la piccola cappella della Madonna del Castagno. Nel convento morì, nel 1615, Padre Giovanni di Gesù Maria, nato a Calahorra, città della Spagna oggi gemellata con Monte Compatri.

Nel 1889 fu inaugurata la Fontana dell'Angelo, che portò al paese l'acqua da Carpinello, mentre l'acqua della Fontana Vecchia fu fatta salire a Piazza Belvedere.

selciaroliAlla fine del 1800 si formò Laghetto quando, poiché la zona è vulcanica, da Alfadena in Abruzzo, arrivarono esperti tagliatori di pietre per lavorare nella locale cava ricca di rocce basaltiche.

Cisterne romane, un'antica cava di sperone a Monte salomone, vecchie cantine, grotte scavate nel tufo, boschi, vigne e uliveti, che collegano alle operose frazioni di Molara, Laghetto e Pantano... tutto è vivo e vitale se il visitatore lo apprezza e se noi lo riscopriamo ogni giorno.